narciso

Narciso era il figlio della ninfa Liriope, violata dal dio del fiume Cesifo. Chiunque si sarebbe innamorato di Narciso. A sedici anni si era già lasciato alle spalle una schiera d’amanti respinti d’ambo i sessi. Narciso era caparbiamente geloso della propria bellezza. Un giorno si avvicinò a una fonte. Sedette sulla riva e si innamorò della propria immagine riflessa nello … Continua a leggere

con e contro

Desinenze stordite, tra interrogativi ed esclamativi perplessi, vagano disorientate in un indefinito caos di casi. Volitivi e desiderativi, soggiogati dall’imperativo sono ridotti a supine onomatopee. Moltiplicativi e collettivi assumono sembianze relative. E’ probabile, non ne sono sicura, ma è molto probabile che il pennello di Kandinsky abbia voluto disegnare parole diverse dalle mie. Probabilmente è così. O meglio: è molto … Continua a leggere

rielaborando …

 … (l’illusione di) una conversazione platonica: Parole assorte nell’intenso freddo di un rimpianto ignorato. Mondi di idee serrati nello spazio cubico di colori, che sono ostaggi di una luminosità tagliente. Il tempo, un pavido artefice, interrompe la forma e l’emozione. Incantesimi di bugie annullano la volontà e il perchè.

rosso

Rosso come lo scintillio della luce. Come la forza e il punto debole. I contorni e le forme. La libertà e la prospettiva. Il volume e la distorsione. L’immaturità e la via d’uscita. Il colore, i timbri e gli accordi. Il segno, la figura e quel che viene dopo. La ricerca e l’illusione. Il vuoto e l’esplorazione. Rosso come il … Continua a leggere

primavere

Pennellate di leggerezza per fissare un’apparizione che si allontana da noi. Scalza, attraversa il denso intonaco di Stabia, volgendosi a raccogliere fiori. I veli fluttuanti come i sogni sfuggiti alla cenere. Una dea o una ninfa? Proserpina o Flora? La dea rapita da Plutone nei prati di Enna? Oppure la ninfa sottratta da Zefiro alle Isole Forunate? Non c’è differenza. … Continua a leggere

ahi, che collo

Potevo tollerare il professore di musica che mi chiamava Margheritona, a causa di certi orpelli petaliformi, che mia mamma mi cementava ogni mattina tra i capelli. Potevo sopportare anche la professoressa di matematica che, con sguardo compiaciuto e voce soddisfatta, pronunciava il mio nome, quando declamava l’elenco degli “asini”. D’altra parte, la matematica è ancora, per me, un’opinione tanto discutibile … Continua a leggere

un quadro

Non ricordo più perchè quest’immagine mi abbia colpito quando, ancora bambina, l’ho incontrata tra i libri accatastati nello studio di mio padre. Ma credo sia anche colpa sua se oggi mi emoziono ogni volta che incontro una folla: di un mercato, una piazza, una manifestazione, una processione, un concerto, una manifestazione … Uomini e donne che avanzano, avanzano e avanzano … Continua a leggere

città per soli traffici mentali

Il progetto di una “piazza per soli scambi di idee”. Edifici come sculture abitabili da pensieri e ipotesi di senso e di sensi. Luoghi di sassi dipinti: specchi di parole e desideri che non occorre firmare. Isole disegnate di armonie. L’arte come luogo che annulla ciò che ha calpestato la fragilità.

le grandi e le piccole cose

Il rigore evapora gorgogliando nel ritmo interiore fissato su un muro di segni, scritture, materie: grammatiche del possibile, territori di voci, colori, musiche di sottofondo. I confini di grandi e piccole cose nelle parole morbide e spietate di un pennello.