17 marzo 2011

  Il mio 17 marzo 2011 è iniziato il 16 marzo 2011 quando, mentre aspettavo il passante ferroviario delle 08.08,  lungo la banchina di Porta Venezia, sfogliavo il Corriere della Sera.   E sfoglia che ti sfoglia, tanto il treno non arriva mai e riesce ad accumulare un ritardo di venti minuti su un intero percorso di minuti dieci, mi … Continua a leggere

olivo

Cielo azzurro Campo giallo Monte azzurro Campo giallo Per la pianura deserta Sta camminando un olivo Un solo Olivo. (G. Lorca, Paesaggio senza canzone) L’albero della foto è un olivo centenario: caleidoscopio di storie, resistenza e venerazione al centro della nostra campagna. All’interno del tronco cavo c’è ancora un mattone: l’impronta di un gioco. Qualche tempo fa. Quest’olivo sta a … Continua a leggere

aspettando Natale

Per quanti Natale siamo stati 13. Sette cugini per sei zii. Tante voci per tanto fragore. C’era sempre un abete, carico di prismi e intermittenze. Sfiorava il soffitto con la punta, che si piegava e un po’ soffriva. Perchè era un abete vivo. Di quelli con le radici, che, finite le feste, mio padre trapiantava in campagna. E intorno, ai … Continua a leggere

frammento

Un tempo di tre anni in una campagna di neve. Papà, mi cogli un fico? Vorrei. Ma c’è il gelo, adesso. Non ci sono i fichi. Nemmeno uno per me? Si lasciano guardare, i fichi. Tra foglie sfacciate di bellezza. Vesti e corone di un dio capriccioso e denso d’umori. Trofei di passione colpevole e spoglie di ninfa determinata. Come … Continua a leggere

la piccola fiammiferaia

Lo so, è forse la fiaba più triste del favoliere ottocentesco. Eppure, da bambina, non smettevo di ascoltarla. Inserivo e tornavo a inserire il disco in un giradischi rosso. E ogni volta scoppiavo in lacrime sul finale. A mia mamma, che mi chiedeva perchè mi tormentassi continuando ad ascoltare una favola così triste, rispondevo di sperare che, prima o poi, … Continua a leggere