delicatamente

Nel 1500 esistevano in città due confraternite religiose, i Crociati e i Trinitari, in continuo dissidio. Ogni evento diventava un pretesto per combattersi: chi doveva portare il santo durante le processioni? Quale congrega doveva precedere l’altra durante le manifestazioni religiose? Proprio la fede, che avrebbe dovuto unire nel reciproco rispetto, divideva, causando lotte e disastri. Persino furono proibiti i matrimoni … Continua a leggere

primi passi

G. era bellissimo. E io mi sono tuffata nel suo sguardo trasparente. A capofitto. Decisa a non riemergere. Ero innamoratissima di G. G. conosceva l’esatto meccanismo di centrali elettriche e nucleari, l’inglese, il galateo, l’informatica, il francese e molto altro. Ogni sua consapevolezza diventava una mia certezza. G. trovava i miei capelli troppo ricci e disordinati: io li rendevo lisci. … Continua a leggere

storie di piazza: il telefono

Lui non telefonava. Pensava. Concentrato sui suoi pensieri tanto da non consentirle assolutamente di contattarlo, distrarlo, incontrarlo. Dovevano essere pensieri profondi, difficili, impossibili da tradurre in parole. Lei lo immaginava immerso nel tormento. Lo temeva vittima di un sortilegio. Cos’altro avrebbe potuto indurlo persino a scomparire dai luoghi in cui compariva Lei? Magari desiderava solo giocare a nascondino. Ma a … Continua a leggere

storie di piazza: scripta manent

Il tempo felice trascorreva più felice e veloce che mai. Chissà poi perchè la felicità ha sempre tanta fretta, mentre noia e tristezza si crogiolano tra i più nascosti meandri della lentezza?! Ma, tant’è. C’erano tante cose da fare. Organizzare gli incontri del week end, le vacanze, il trasferimento, il nido del futuro in comune: il restauro dei mobili, il … Continua a leggere

storie di piazza: il prediletto

Tutto è bene quel che finisce bene. Soprattutto se a finire è il matrimonio di quell’unico uomo che Lei sentiva predestinato a sé e che, sbadatamente, aveva deciso di destinarsi a un’altra. Non pensate che Lei abbia avuto un qualche ruolo nel lieto fine. Al contrario, era, naturalmente, rimasta in silenzio, per alcuni anni. Trascorsi nel più rigoroso rispetto del … Continua a leggere

storie di piazza

Quella volta era estate. Lui suonava la chitarra: in piazza. Su quella panchina che volge le spalle alla fontana, che volge le spalle al palazzo del Comune. Quello che era rosa e che oggi è giallo. E non c’è più nemmeno, addossata alla facciata, la sagoma severa del soldato di marmo caduto in guerra. L’hanno spostata nella parte opposta della … Continua a leggere