la piccola fiammiferaia

Lo so, è forse la fiaba più triste del favoliere ottocentesco. Eppure, da bambina, non smettevo di ascoltarla. Inserivo e tornavo a inserire il disco in un giradischi rosso. E ogni volta scoppiavo in lacrime sul finale. A mia mamma, che mi chiedeva perchè mi tormentassi continuando ad ascoltare una favola così triste, rispondevo di sperare che, prima o poi, … Continua a leggere

città per soli traffici mentali

Il progetto di una “piazza per soli scambi di idee”. Edifici come sculture abitabili da pensieri e ipotesi di senso e di sensi. Luoghi di sassi dipinti: specchi di parole e desideri che non occorre firmare. Isole disegnate di armonie. L’arte come luogo che annulla ciò che ha calpestato la fragilità.

ricordi

Portrais di spensieratezze. Sassi inghiottiti dalla memoria: lacrime nere che non smettono di piangere. Estetica di un miraggio in cui i contorni delle immagini sono sempre un po’ sfocati. Orizzonti di suggestioni e atmosfere. Quinta ciarliera di nuove storie e nuove geografie. Geometrie e turbinio di vento che soggiaciono alla dittatura del bianco-nero dei pensieri e dei sensi. Basta una … Continua a leggere

le grandi e le piccole cose

Il rigore evapora gorgogliando nel ritmo interiore fissato su un muro di segni, scritture, materie: grammatiche del possibile, territori di voci, colori, musiche di sottofondo. I confini di grandi e piccole cose nelle parole morbide e spietate di un pennello.

gli archeologi

Ci sono luoghi in cui è pericoloso fare ritorno. Corri il rischio di aver perso l’orientamento, travolto da storie diverse. Ma vale sempre la pena tornarci. Come farsi centinaia di righe per rileggere quelle parole che ti hanno segnato e che conosci a memoria. Un colpo di piccone e poi la cazzuola a sfogliare pagine di terre: consistenze e colori … Continua a leggere

composizione

Dipingere un punto e intorno lo spazio dis-abitato da evanescenze in forma di uomo. Movimenti nell’impasto cromatico, nello sforzo e nell’abbandono alla direzione. De-scrivere il vocabolario velato di un universo inquieto.

Stelle

Ogni volta che c’è una bella notte stellata Palomar deve guardare le stelle. Non è facile trovare un posto dal quale lo sguardo possa cogliere tutta la cupola del cielo, che cambia continuamente. Palomar chiama le stelle per nome e ne ascolta la risposta. Ed ecco una luce che potrebbe essere una stella, una meteora, un aereo illuminato. Il rapporto … Continua a leggere

INCIPIT

Pensa che ti ripensa, mi accorgo che spesso (e quasi sempre) è l’inizio, proprio l’inizio a segnalare il percorso. A inciderne spazi e durata. A imporre il ritmo delle relazioni con cose e persone. A scrivere le puntate successive all’incontro. A volte, per esempio, passo e ripasso in rassegna tutte le scarpe in vetrina, consumando chilometri di suole e di … Continua a leggere

ancora del … piacere

L’infinito presente intendo. Che la coniugazione del verbo è anche più complessa della declinazione del sostantivo. Perchè comporta modificazioni del tema nel tempo, forme irregolari, flessioni anomale, una natura transitiva tendente a transitare ovunque. Per non parlare delle complicazioni e implicazioni riflessive. E pure sorvolo sulle potenzialità filosofiche, che sconfinerebbero negli infiniti dell’essere e dell’apparire …